Il Calcio Storico Fiorentino

Il gioco che ha dato origine ai giochi con la palla

Vocabolario Accademia della Crusca. Firenze, 1612.”anche nome d’ un giuoco, proprio, e antico della Città di Firenze, a guisa di battaglia ordinata, con una palla a vento, rassomigliantesi alla sferomachía, passato da’ Greci a’ Latini, e da’ Latini a noi. Lat. harpastum.”

Storia

Le origini del Calcio Storico Fiorentino risalgono al 17 Febbraio del 1530 quando a Firenze, assediata dalle truppe imperiali di Carlo V, venne giocata in Piazza Santa Croce la partita tra la squadra dei Bianchi e quella dei Verdi, come forma di disprezzo e di provocazione verso i nemici. Pagina tratta dal volume “Festività fiorentine” di Luciano Artusi e Anita Valentini. Il calcio fiorentino, detto anche “calcio in costume” o “calcio in livrea”, è un gioco che affonda le sue radici in tempi remoti […] Il Calcio veniva praticato a Firenze quotidianamente ed in maniera estemporanea da tutti direttamente per le vie e le piazze, con palle o palloni: giocavano i giovani e gli adulti durante le soste del lavoro e in occasione di qualche festa di rione, giocavano i nobili disputando partite “organizzate” particolarmente sontuose e curate nella mesa in scena. Ma la partita più celebre, passata agli onori della cronaca per il critico momento storico in cui si verificò, fu quella giocata il 17 febbraio 1530 durante l’assedio di Firenze, un po’ per non interrompere l’usanza del gioco nel periodo di Carnevale, un po’ come sfida al nemico assediante. Il Calcio in Livrea continuò a svolgersi senza interruzioni fino al Settecento quando le partite, almeno quelle “organizzate” caddero in disuso. L’ultima gara ufficiale si svolse nel gennaio 1739 in piazza Santa Croce e dopo questa il secolare gioco si spense del tutto, almeno come pubblica manifestazione di spettacolo solennemente preparato, per riapparire solo più tardi nel 1898 e nel 1902.[…] Attualmente il Calcio Storico Fiorentino è più di una affascinante e spettacolare manifestazione a livello mondiale! E’ una grande rievocazione storica che anima una tradizione locale contribuendo a tener vivo, anche in clima moderno, il carattere fiero della città, conservando l’antico volto di Firenze contro le inevitabili ingiurie del tempo, degli uomini e dei mutati costumi. La rievocazione viene organizzata ogni anno nel mese di giugno per le festività di San Giovanni Battista, patrono della città, e nel giorno a lui dedicato, il 24, le celebrazioni in suo onore, che hanno termine con i coloratissimi e gioiosi fuochi che, dal piazzale Michelangelo, illuminano Firenze tutta, coinvolgono in primo luogo il Calcio Storico. Riproporre le partite le Calcio in Livrea per la principale festività cittadina oltre a voler documentare l’origine prettamente fiorentina del gioco del calcio, dimostra anche l’intimo legame che questa partita ha con la storia e la cultura di Firenze.  
Il multicolore corteo, composto da 550 figuranti, con le livree dei calcianti, le cinquecentesche divise dei nobili fiorentini (scelti tra i discendenti delle famiglie storiche cittadine) e dei fanti, con le armi e le bandiere dell’epoca, ci riporta come per incanto nell’eccitante, allegra e festosa atmosfera del Rinascimento. Tutto è come allora. costumi, armi, armature, insegne, musiche e comandi. Quando la partita ha inizio, subito i 54 calcianti (27 per squadra) accesi di spirito di parte e ansietà di vittoria, intrecciano trame di fitti passaggi, prese aeree del pallone, zuffe, plateali placcaggi e mischie dando vita a un gioco vivo e serrato che ha qualcosa del moderno foot-ball, del rugby e della lotta libera. Ad ogni “caccia” (goal) segnato, lo sparo delle colubrine sancisce il punto per l’una o l’altra squadra; solo allora si inverte il campo. […] Alla fine, dopo cinquanta minuti, la formazione vincente riceve in premio una bianca vitella ritirata festosamente dai calcianti ormai con le maglie a brandelli o a torso nudo. […] Dopo la consegna dell’ambito premio, il corteo ricompone lo schieramento iniziale: gli ultimi squilli di tromba e il rullare di tamburi si dissolvono cadenzando il rutilante gioco dei vessilli magistralmente giostrati dai bandierai degli Uffizi. Il corteo sfila imponente e gagliardo come al tempo della Repubblica fiorentina: anche i giocatori, veri rappresentanti del popolo escono di scena. Già nel 1500 il Calcio Fiorentino era giocato soprattutto nelle grandi piazze della città, quali Piazza Santo Spirito, Piazza Santa Maria Novella e Piazza Santa Croce. Nel luogo scelto veniva preparato un campo di sabbia sul quale si incontravano le quattro squadre: Verdi, Rossi, Bianchi e Azzurri che rappresentano tutt’ora i quartieri fiorentini dell’epoca: San Giovanni, Santa Maria Novella, Santo Spirito e Santa Croce. La tradizione del Calcio Storico continuò quasi ininterrottamente fino al XVIII secolo e cadde in disuso fino ad arrivare al 1930 quando, per la ricorrenza del quattrocentenario dall’Assedio di Firenze, venne organizzato il primo torneo tra i quartieri della città; da allora il Calcio fiorentino è andato riaffermandosi fino a divenire con gli anni la manifestazione rievocativa più importante di Firenze. Le partite si svolgono tra 2 squadre composte da 27 calcianti che si affrontano, a volte in modo rude e violento, per depositare la palla al di là della linea avversaria all’interno della rete. In questo caso il punto segnato è detto “caccia”, mentre qualora la palla per imprecisione venisse lanciata o calciata oltre tale rete, il punto è detto “mezza caccia” ed è assegnato all’altra squadra. Le partite vengono disputate regolarmente tutti gli anni nel mese di giugno, con la finale che si gioca il giorno 24 in occasione della festa di San Giovanni protettore di Firenze. Alla squadra vincitrice viene consegnata simbolicamente una vitella bianca, simbolo di prosperità ed il Palio di San Giovanni. In occasione del Torneo di San Giovanni, il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, partendo da Piazza Santa Maria Novella, sfila per le vie cittadine, accompagnando i Calcianti fino allo Stadio del calcio che solitamente viene allestito in Piazza Santa Croce.

Il Gioco

di Filippo Giovannelli Checcacci

Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino

Il Gioco

Il Calcio Fiorentino è un Gioco Storico che ha avuto massima espressione al tempo delle potenti famiglie fiorentine del Rinascimento. Dalla sua ripresa nel 1930 voluta da Pietro Gori e Alfredo Lensi, dopo un lungo periodo di stallo intorno al XVII e XVIII secolo,  il gioco del Calcio Fiorentino è conosciuto anche con il nome di Calcio in Costume perché giocato con abiti rappresentativi del periodo storico a cui fa riferimento. Si tratta della famosissima partita del 17 febbraio 1530 giocata in piazza Santa Croce tra Verdi e Bianchi durante l’Assedio dell’Imperatore Carlo V alla città di Firenze per sottomettere la Repubblica Fiorentina al ritorno della famiglia dei Medici.

Le Origini

Il “Giuoco del Calcio Fiorentino” ha origini molto lontane, proviene dai giochi con la palla dei Greci chiamato nel caso specifico “Episkiros” o “Sferomachia”, poi passato ai Romani con il nome di Harpastum – strappare a forza – e durante il medioevo, evolvendosi, si giocava al Calcio sulle strade, nelle piazze sino a organizzare partite che sono rimaste nella storia cittadina.

L’era Moderna

Le prime partite dell’era moderna, giocate in piazza della Signoria, hanno visto sempre protagonista la squadra dei Verdi, da sempre legati al Quartiere di San Giovanni, ma che per l’occasione rappresentavano tutta la parte della Firenze antica “di qua d’Arno” i cui avversari erano i Bianchi “di la d’Arno”.

Nei giorni nostri, si scontrano nel mese di giugno di ogni anno le squadre dei Quartieri storici cittadini, Bianchi di Santo Spirito, Rossi di Santa Maria Novella, Azzurri di Santa Croce e Verdi di San Giovanni in un torneo che prevede due partite di semifinale e una finale tra le vincenti il 24 giugno giorno del Patrono cittadino, San Giovanni. Durante le partite le due squadre composte da valenti atleti di numerose discipline sportive, si sviluppa un grande combattimento di alto agonismo e di forte resistenza fisica dove lo scontro è parte del gioco e l’abilità dei “Calcianti” e la loro prestanza e preparazione fisica, è alla base del raggiungimento del risultato. Il Gioco del Calcio Fiorentino è alla base di molte discipline sportive contemporanee, è la sintesi primordiale dello sviluppo degli sport giocati con la palla e degli sport di contatto. E’ anche l’origine delle regole base dei maggiori sport di squadra odierni, dal Football, al Rugby, al Football Americano.

Appartenenza

Il complesso della parata militare del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, delle  quattro squadre di Calcio Fiorentino e delle manifestazioni della Tradizione Popolare, forma un legame solido ed efficace che restituisce alla città rari momenti di orgoglio e appartenenza rendendo i fiorentini parte integrante di una comunità che lega fortemente l’identità alla cultura, al patrimonio demoetnoantropologico fiorentino e alla trasmissione delle nostre tradizioni amate da tutti i popoli del mondo.

Calcianti Illustri

Papa Clemente VII

Francesco I De Medici

Cosimo I De Medici

Papa Leone IX

Piero II De Medici

Alessandro De Medici

Papa Urbano VIII

Cosimo II De Medici

Vincenzo Gonzaga

San Giovanni

Verdi

Il cuore di Firenze pulsa al Battistero. Centro nevralgico della città dedicato a San Giovanni, patrono di Firenze. Costruito su un antico tempio romano dedicato a Marte risalente alle origine stesse della città, divenne battistero cittadino già nel 1100. Lo strepitoso mosaico interno della cupola è opera di Cimabue (1300) mentre la splendida porta dorata, chiamata “del Paradiso” è del Ghiberti (1420). Citato anche da Dante nella sua Commedia, “il mio bel San Giovanni” si racconta che durante un battesimo, proprio il sommo poeta, salvò un bambino caduto nella fonte battesimale.

Santa Croce

Azzurri

Davanti a Santa Croce lo scrittore Stendhal svenne. Le opere d’arte di Firenze lo avevano emozionato a tal punto… Da qui il nome di sindrome di Stendhal (o di Firenze). Costruita alla fine del 1200 dai francescani, venne consacrata solo agli inizi del ‘400. La facciata invece è ottocentesca e opera di Matas. Al suo interno doveva essere sepolto Dante Alighieri, cosa non avvenuta, ma troviamo Machiavelli, Michelangiolo, Galilei, Ugo Foscolo e tantissimi altri nomi storici che hanno reso Firenze unica.

S. Maria Novella

Rossi

La Chiesa di chi arriva e di chi va. Con la sua stazione è come se fosse la porta per entrare nella meravigliosa Firenze. Eretta nel ‘300 dai domenicani, prese le sembianze attuali solo alla fine del ‘400 quando la famiglia Rucellai commissionò all’Alberti la nuova facciata. Tra le mura di Santa Maria Novella Boccaccio ambienta l’inizio del suo Decameron : “ Nella venerabile chiesa di Santa Maria Novella, un martedì mattina, non essendovi quasi alcuna altra persona, […] si ritrovarono sette giovani donne… »

Santo Spirito

Bianchi

Centro nevralgico delle serate estive fiorentine, tra le vie di Santo Spirito si respira Firenze ad ogni boccata. Eretta alla fine del 1200 da frati agostiniani, la forma attuale è dovuta ai disegni del Brunelleschi, anche se non li rispecchiano totalmente in quanto il grande architetto morì in corso d’opera (creando comunque una chiesa di uno stile unico nel suo genere) Nella chiesa di Santo Spirito Michelangiolo, con la complicità del priore, si dedicò allo studio dell’anatomia, essenziale per la precisione delle sue opere, sezionando cadaveri.

I Ruoli

Nel calcio in costume tradizionale i ruoli dei calcianti sono 4: Innanzi, Datori Innanzi, Datori Indietro e Sconciatori, che variano di numero a seconda della strategia scelta dagli allenatori o dalle caratteristiche della squadra.

Gli Innanzi

Gli Innanzi sono le armi di attacco delle formazioni in campo. Fisici allenati alla corsa, al dribbling e alla lunga resistenza fisica, corrono negli spazi creati per tutti i 50 minuti della partita. Spesso atleti arrivati dal rugby o dal calcio, cambiano le sorti della battaglia con le loro prodezze.

Gli Sconciatori

Gli Sconciatori sono la potenza fisica di ogni squadra. Con la loro forza o la loro tecnica pugilistica e di lotta, creano lo spazio nello schieramento avversario, dando vita ai famosi testa a testa. 

I Datori Innanzi

I Datori Innanzi sono la principale difesa strategica di ogni squadra. Il loro compito è quello di bloccare le discese avversarie. Dotati di forza e tecniche di placcaggio, proteggono la loro caccia in una linea posta davanti ai datori indietro, che varia, a seconda delle scelte tecniche, tra 4 e 6 giocatori.

I Datori Indietro

I Datori Indietro sono coloro che rimangono davanti alla propria caccia come ultima difesa. Spesso leader della retroguardia, hanno davanti a loro tutto il gioco, e possono controllare i vari movimenti dei compagni e degli avversari. Difesa estrema di ogni squadra, spesso si staccano e riescono in precise e spettacolari sortite, collezionando punti importanti.

L’Alfiere

Un altro ruolo fondamentale nella rena di Santa Croce, il soldato che ha tra le mani la bandiera del proprio quartiere: il simbolo, l’identità, l’anima del suo esercito. In guerra l’ALFIERE era colui che portava lo stendardo delle milizie. Temerarietà e onore per questo soldato che doveva marciare alla testa del proprio esercito senza far cader le insegne nelle mani nemiche. Durante la partita l’Alfiere si posiziona nella Garitta al centro della propria caccia con la propria bandiera. Quando verrà segnata una caccia, si dovrà cambiare campo, e l’alfiere dovrà farlo il più velocemente possibile per non restare in territorio nemico: se è la propria squadra a segnare il punto dovrà attraversare il campo fino alla Garitta opposta sventolando la bandiera, altrimenti dovrà farlo a bandiera ammainata. Compito dell’Alfiere è quello di supportare il Capitano nel rispetto delle regole e stemperare possibili risse, oltre che a guidare tatticamente la squadra. Inoltre l’Alfiere custodisce la bandiera anche al di fuori del contesto del torneo. Una responsabilità enorme.

I Capitani

I Capitani nel Calcio Storico Fiorentino. Uno dei ruoli più importanti dell’intera manifestazione. Nel corso degli anni, assumendosi la responsabilità dei propri soldati, hanno contribuito nella riuscita di tornei spettacolari, duri e leali. Rispettati da tutti i partecipanti e dal pubblico dell’evento, marciano in testa al loro esercito. I Capitani vivono a stretto contatto con i propri soldati, e se ne assumono la responsabilità quando vengono chiamati alla guerra. Così anche nel campo di Santa Croce. Unica figura armata durante la gara, insieme al maestro di campo, dirigono i proprio uomini nella sfida, e ne controllano il comportamento, sia dentro che fuori dal campo. Figura ricoperta da veterani o da esperti di tattica, la loro carica era originariamente riservata a chi avesse giocato per almeno 5 Tornei e con un mandato lungo 5 anni.

la Grida

Magnifico Messere! In questa storica piazza che vide nel febbraio del 1530 due opposte schiere fronteggiarsi a scherno del nemico assediante! Ancora oggi con lo stesso spirito di allora Vedrai ancora opposte schiere darsi battaglia con lealtà! Ed or con tua licenza! Ordin darò che uomini e vessilli da banda si facciano e abbia inizio il gioco! Maestro di Campo a te il Comando!  

I Calcianti

di Luciano Artusi

Nei miei oltre sessant’anni di appartenenza al Calcio Storico ho conosciuto tanti calcianti, tanti atleti che per l’amore verso la città e l’attaccamento al proprio Quartiere si sono battuti sulla sabbia di Piazza della Signoria, del Giardino di Boboli, di Piazza del Carmine e occasionalmente anche in città italiane e straniere. E adesso si battono su quella della Piazza di Santa Croce.

Gioco duro, gioco maschio fatto di tradizione, prestanza fisica, agilità e intelligenza. Scontro aspro ma leale. Cinquanta minuti di gioco ininterrotto per “cacciare” nella rete avversaria il pallone e segnare così la caccia – il goal moderno – su quel campo di rena che da subito diviene una bolgia. Placcaggi e scazzottate senza tregua sono all’ordine del giorno; ci si misura e non si risparmiano gli scontri fisici.

Questa è la partita di Calcio Fiorentino: un tuffo nel passato, con la città che si bea d’orgoglio per aver inventato il gioco del calcio, così come i nostri giocatori e tutti i partecipanti che, sulla piazza, occupano il loro posto al centimetro formando un intarsio perfetto nel caleidoscopico schieramento del saluto.

Quanti nomi, quanti volti, quanti amici!

Inizialmente molti calcianti provenivano dalle squadre di calcio e da quelle della “volata” – una specie di pallamano in auge negli anni Trenta – poi sono subentrati i pallanuotisti, quindi i rugbisti, i pugili, i lottatori fino agli atleti provenienti dalle arti marziali. Tanti sport per giocarne uno solo: il Calcio in Costume!

Vorrei riportare qui tutti i loro nomi ma finirei le pagine del libro, quindi mi limiterò a citarne solo alcuni a cominciare da quelli di un tempo.

 

Per la parte Azzurra e Verde, il commissario tecnico Angiolo Nannidi indiscussa leadership – e i suoi due figli Alberto e Giovanni, gli allenatori Marino Masi e Fortunato Cini, l’alfiere Giovanni Valmori, Gianfranco Volpi, Bruno Della Lastra, Priamo Cavalieri, Giulio Tagliaferri, Della Rena, Giulio Fatai, Manzani, Alfio Becagli, i fratelli Giuliano e Roberto Ambrosini, Umberto Mantovelli, il lottatore Nunzio Trovato, Marcello Archetti, Giovanni Benassi, Nidiaci, Gianni Mansani, Ennio Signorini, Magris, Roberto Pedullà, il cocomeraio Francesco Taddei detto Cecco, Paolo Caucci nipote del colonnello Aldighiero Batini.

Dall’altra parte, quella Bianca e Rossa, Brunetto Vannacci il fatidico capitano dei Bianchiepicentro assoluto della vita della squadra – l’allenatore Renzo Berlincioni, l’alfiere Umberto Tellini, lo spugnaiolo Caciomillo, Mario Bausi, Galileo Braccini, Vittorio Benucci, Remo Braschi, Giorgio Catocci, Renato Guerrini, Aldo Rugi, Roberto Ciulli, Sizzi, Otello ManziniPinotto”, Giorgio Cafaggi, Marcello Carniani, Elio Cenni, Walter Celli, “Bocchio”, Marcello Archetti, Arturo Baroncelli, Luciano Raddi, Bruno Biliotti, Romano Molfetta, Scalabrino, Ugo Poggi, il capitano Gino Menicucci, Piero Fantechi detto “Rossino” e il figlio Furio, Giancarlo Noferini, i fratelli Sergio e Gianclaudio Dapas, Fiorenzo Burattin, i fratelli Stefano e Mauro Di Puccio, Albano Fici, Gaetano Ardito, Stefano Bani, Mascherini, Carlo Ciulli, l’avvocato Paolo Filippi, Franco MontuoriMiguel”, Quarti, Roberto Caiani, Massimo Nigi, “Cimitero”, Bruno LandiZorro”, Andrea Zecchino, Marcello Corti detto “Pelle”, Raoul Bellucci detto “il Bambino”, Claudio Naldoni, Giuseppe Dugini, Marco Venturini, Mario Morelli, “i’ RuspaAndrea Venturi, Marino Vieri, Sandro Giustini detto Pussi e suo figlio Dado Pussino”, Maurizio Barni, Simone Calonaci, Maurizio Parrini, Riccardo Sorio, Fabrizio Valleri detto “Vallero”, Gino Abbrevi detto “Buio” e suo figlio Renzo, “il mitico Ciara” al secolo Alessandro Franceschi, Gerardino Kraft, Mario Susini, Marcello Cicali, Franco Dardanelli, Raffaele Parisi, Biagio Cingolani, Massimiliano Petragallo, Rosario Uva, Riccardo Lo Bue, il capitano Francesco Palazzi e tantissimi altri che sarebbero dovuti apparire per rendere loro omaggio – chiedo venia perché non ricordo i nomi ma rivedo con la mente i loro volti e ne risento le voci – alcuni dei quali, purtroppo, oggi dormono il sonno dei Giusti.

 

Verdi di San Giovanni A.S.D.
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